Come chiudere il gap digitale per favorire lo sviluppo economico dell’Italia

    mag 6, 2022 | Posted by Isabella Brusati

    Nel recente studio “Closing The Digital Gap l’OECD, l’ISTAT, Il Ministero per lo Sviluppo Economico e la Banca d’Italia hanno individuato quali sono le principali ragioni del ritardo legato alla digitalizzazione dell’Italia rispetto ad altri paesi e come colmare questo preoccupante divario.

    L’Italia si caratterizza per essere un paese con un basso tasso di adozione di tecnologie digitali e una bassa accumulazione di beni intangibili correlati quali ricerca e sviluppo (R&D). Durante gli ultimi 25 anni le piccole e microimprese italiane hanno registrato dei tassi di crescita inferiori rispetto alle loro controparti europee; purtroppo anche le società più produttive del nostro paese hanno delle performance inferiori rispetto ai competitor stranieri.

    A CHE COSA E' DOVUTO QUESTO GAP?

    Ci sono una serie di fattori che contribuiscono al rallentamento dell’economia italiana:

    1. competenze manageriali inadeguate,
    2. carenza di infrastruttura broadband,

    3. sviluppo dell’educazione universitaria non sufficientemente incentrato su materie scientifiche (STEM),

    4. insufficienti risorse finanziarie

    5. necessità di ulteriori policies volte a supportare l’adozione di tecnologie digitali.

    1. Competenze manageriali inadeguate

    lo studio dimostra come le aziende con una percentuale rilevante di dipendenti con un alto tasso di competenze siano più propense ad adottare nuove tecnologie digitali. La tecnologia ha un ruolo positivo sulla produttività e sul ROI. Esiste una correlazione diretta fra le competenze e il ROI: le skill sono l’elemento chiave per realizzare il ritorno legato all’adozione delle tecnologie digitali anche nelle piccole aziende.

    Le organizzazioni con alte percentuali di top management con skill elevate mostrano una notevole propensione all’adozione di tecnologie digitali e registrano un più alto tasso di adozione. Anche i middle manager con alte competenze giocano un ruolo primario nella gestione delle complessità legate alla tecnologia in società digitalmente sofisticate.

    Lo studio dimostra una forte associazione tra attività di ricerca e sviluppo e adozione delle tecnologie. L’analisi dimostra come organizzazioni con alto tasso di ricerca e sviluppo abbiano una maggiore probabilità di adottare tecnologie e che tecnologie digitali avanzate aumentano la probabilità che le attività di ricerca e sviluppo possano generare un brevetto. L’Italia ha promosso attività di ricerca e sviluppo con degli sgravi fiscali. Questa politica ha avuto effetti molto positivi sulla spesa legata alla ricerca e sviluppo, soprattutto in quelle aziende che prima di questo intervento investivano poco in R&D.

    2. Diffusione infrastruttura broadband ultraveloce

    In Italia si parla a questo proposito di broadband Next Generation Access (NGA). L’incremento delle infrastrutture NGA ha avuto un effetto positivo sull’adozione di alcune tecnologie digitali, quali cloud e management software. Tuttavia, da sola questa iniziativa non ha avuto impatto sull’adozione di tecnologie digitali avanzate né sul profitto e sulla produttività. L’effetto positivo nell’adozione di tecnologie digitali avanzate si riscontra solo in organizzazioni che avevano già una forza lavoro con un alto tasso di competenze digitali. L’infrastruttura broadband è un fattore di supporto per la digitalizzazione delle aziende, ma solo per quelle aziende che hanno le competenze digitali necessarie. Da qui nasce l’esigenza di promuovere lo sviluppo di queste competenze.

    3. Educazione di terzo livello 

    Rifacendoci al punto precedente, lo sviluppo delle competenze in ambito STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) è fondamentale. La presenza di università nell’area dove l’azienda ha la propria sede è correlata in modo significativo all’adozione di tecnologie digitali avanzate, Questo è particolarmente vero per aziende di piccole dimensioni e microaziende che non sempre hanno acceso ad un mercato del lavoro molto vasto. L’educazione STEM aumenta la complementarità tra lavoratori con un alto grado di competente e l’adozione delle tecnologie.

    4. Risorse finanziarie

    Le aziende che adottano il digitale sono meno indebitate di altre organizzazioni. Fattori esogeni legati alla riduzione di fornitura di credito si riflettono in una riduzione della probabilità che le aziende investano in tecnologie digitali. Ma uno shock positivo sulla fornitura di credito a livello locale non ha effetti rilevanti sulla adozione della tecnologia. Si tratta di una asimmetria in linea con i risultati di altre ricerche legate alla fornitura di credito e produttiva. Questo si spiega con minori limiti di accesso al credito dei potenziali adottatori durante periodi normali.

    Lo studio dell’OCSE guarda anche ruolo della digitalizzazione durante la pandemia del Covid-19 e rivela che l’impatto è stato disomogeneo tra le aziende più digitalizzate e quelle che lo erano meno. Queste ultime hanno avuto maggiori problemi legati alla possibilità di utilizzare il telelavoro. In linea generale anche se gli investimenti in tecnologie digitali sono aumentati, il divario tra le aziende più digitalizzate e quelle meno digitalizzate si è ampliato: questo è dovuto al fatto che prima della pandemia le aziende digitali avevano già investito ampiamente nelle tecnologie digitali, capitale umano e formazione e R&D.

    5. Politiche per il digitale

    La mancanza di diffusione delle tecnologie digitali in Italia tra le piccole aziende e quelle con minore produttività sta causando un ritardo nello sviluppo economico del paese. Ciò è dovuto a tre fattori: I. la mancanza di competenze complementari tra i lavoratori; II. Competenze digitali insufficienti dei manager e dirigenti; III. Scarsi investimenti in ricerca e sviluppo ed altri elementi intangibili.

    SOLUZIONI PROPOSTE

    Al fine di aumentare le competenze digitali le politiche si devono focalizzare su un mix di incentivi e competenze. Gli incentivi finanziari si stanno dimostrando efficaci nell’aumentare l’adozione digitale e la produttività. Tuttavia, per incrementare i loro effetti anche sulle piccole aziende occorre coordinare le varie politiche di incentivi a quelle legate alle competenze digitali e manageriali. Le politiche come il “Credito d’Imposta Formazione 4.0” dovrebbero essere rafforzate e soprattutto dovrebbero essere introdotti dei metodi di verifica della qualità e degli effetti di questa formazione al fine di migliorarne i benefici positivi con ulteriori interventi, se necessari.

    Questo si lega anche alla necessità di focalizzarsi sull’educazione di terzo livello (vedi punto 3 sopra) e sulle materie STEM, ma anche di rafforzare la trasmissione di competenze digitali nelle scuole superiori per migliorare le complementarità tra i diplomati e le competenze digitali. Il PNRR ha stanziato ingenti somme per sostenere la formazione secondaria e terziaria. Occorre anche considerare le ricadute positive di questi interventi del PNRR legati alla diffusione digitale e alla necessità di coordinare gli intervertì di adozione ed utilizzo.

    Per quanto concerne le competenze manageriali spesso si è rivelato difficile ottenere effetti positivi con politiche governative. Ma esistono studi che dimostrano l’efficacia di interventi di formazione, mentoring, coaching per aumentare la riorganizzazione e la produttività a livello aziendale. Al momento in Italia si può usufruire del voucher per la digitalizzazione. Uno dei limiti di questo intervento è la scarsa conoscenza della sua esistenza da parte delle aziende che ne potrebbero usufruire. Al fine di fare attività di diffusione della consapevolezza si rivela chiave il ruolo delle Camere di Commercio a livello locale e ai Digital Innovation Hubs e Centri di Competenze, in coordinamento con gli European Digital Innovation Hubs.

    Un’ulteriore soluzione proposta è quella di puntare sulla ricerca e sviluppo per l’adozione delle tecnologie digitali. La ricerca e sviluppo sulle tecnologie digitali avanzate, come abbiamo visto, è legata alla generazione di brevetti e crea una correlazione tra attività innovative e tecnologie. La ricerca dell’OCSE mostra come le piccole aziende italiane investano meno su R&D rispetto alle controparti europee. Il credito di imposta sulla ricerca e sviluppo si è rivelato molto efficace nell’aumento degli investimenti in R&D, soprattutto per quelle aziende che prima della sua introduzione investivano poco in queste attività. Occorre coordinare il credito d’imposta a politiche che vadano a supportare lo sviluppo delle competenze conoscenze e capitale manageriale che possa favorire le società che investono poco in ricerca e sviluppo e che sono poco digitalizzate.

    Lo sviluppo della infrastruttura di broadband NGA favorisce l’adozione di alcune tecnologie digitali, quali cloud e management software (vedi punto 2 sopra). Queste infrastrutture hanno anche effetti positivi sull’ammortamento e favoriscono la presenza di personale altamente qualificato. Politiche di incentivi legati all’iper-ammortamento sono fondamentali per consentire di rimanere all’avanguardia e di rimanere al passo con il progresso tecnologico. Queste politiche di ammortamento dovrebbero essere allargate all’intero processo produttivo e non solo all’acquisto di singoli asset.

    La contrazione della fornitura del credito ha effetti negativi sull’adozione della tecnologia digitale (vedi punto 4 sopra). Il governo dovrebbe contribuire alla prevenzione di shock negativi e supportare investimenti in tecnologie digitali in caso di stretta creditizia (ad esempio quando una banca locale entra in un periodo di difficoltà). Abbiamo visto che shock positivi non hanno effetti significativi sulla adozione delle tecnologie digitali perché le aziende digitali intensive sono meno dipendenti dai finanziamenti esterni in periodi normali e questo comporta l’importanza di sviluppare mercati di capitali che supportino il finanziamento per gli adopters digitali e che intervengano sui mercato di capitali quando il credito scarseggia.

    Vediamo che il tema della digitalizzazione è complesso. È possibile implementare delle soluzioni che consentano all’Italia di rafforzare (e spesso acquisire) le competenze necessarie per essere competitiva nel mercato globale. La digitalizzazione rappresenta un’opportunità da cogliere in quanto le aziende che non si adegueranno saranno destinate a scomparire.

    La digitalizzazione non è solo legata alla componente tecnica (il nuovo sistema, il nuovo processo produttivo o l’introduzione del 5G). Si tratta di un cambiamento culturale, del modo di lavorare e di pensare. Questo aspetto è legato alla componente umana del change management. Accedi alla video serie sulla trasformazione digitale e come gestirla efficacemente. Clicca sull'immagine qui sotto. 

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    Topics: Business Performance Improvement, ADKAR, Trasformazione digitale

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